Cenni storici 1

Mentre nell'alto medioevo tutte le terre che si stendono ai piedi del Vesuvio sono coperte da una fitta boscaglia denominata "Sylva Mala", agli inizi del secolo IX i territori della valle del Sarno (le contrade Marchesa, Cangiani e Marra di Boscoreale, Pompei, Scafati, Angri) vedono seppur lentamente un rifiorire dell'agricoltura. Questo fatto č voluto sia dai Principi Longobardi che governano il territorio sia dai Vescovi e dagli abati dei grandi monasteri del Principato di Salerno. Le leggi longobarde incoraggiano le opere dell'agricoltura per migliorare i terreni "ad meliorandum terrenos" e per costruire dei contratti di tipo mezzadria per terreni concessi "ad pastinandum" a pastinatico, con modici canoni di fitto. Conseguenze di tali banefiche leggi fu che i terreni incolti e vacui ritornarono al primitivo stato di fertilitā e rifiorirono come al tempo dell'impero romano quando la nostra regione era chiamata "Campania felix". Verso il sec. XI si comincia ad avere nel nostro territorio la presenza e la benefica attivitā dei monaci Benedettini. Infatti un documento del 1093 ci informa che un vescovo nolano Sassone concede all'abbazia di S.Lorenzo di aversa, tenuta dai benedettini, la chiesa di "S.Salvatoris de Valle" (Pompei) la quale in quell'epoca aveva giurisdizione in Boscoreale perchč i suoi confini andavano dal Vesuvio al mare e da Scafati all'isolotto di Rovigliano, come documenti storici ci accertano.