|
Il
gruppo dell'attività presepiale, che si occupa della costruzione
e della promozione del presepe parrocchiale situato nella cantina
dei locali "Cavallaro" in vico II Comizi 23, si riunisce,
nei locali situati sopra la cantina dove è ubicato il presepe
e dove è stato creato un piccolo laboratorio.
Tutte le persone
che volessero dare una loro collaborazione possono rivolgersi
al sig. Giuseppe Somma, in segreteria parrocchiale.
|
|
I
Mostra di Arte Presepiale - A
cura dell'Associazione Culturale Stella Cometa - Le
foto del catalogo
|
| 
|
Il
presepe della parrocchia Immacolata Concezione di Boscoreale viene
allestito nella cantina dei locali "Cavallaro" in vico
II Comizi 23.
La cantina è stata
lasciata nelle condizioni originarie, con le pareti che presentano
in parte pietra vesuviana e in parte intonaco grezzo. Questo particolare
fa apparire la cantina come una vera grotta e rende più suggestiva
la visita al presepe.
La costruzione del presepe
è iniziata nel mese di dicembre del 2000.
Successivamente, ogni
Natale, il presepe è stato ampliato o arricchito di nuovi
particolari.
Nel Natale 2005 la scena
principale è stata completamente rifatta, seguendo le tecniche
dei presepisti del ’700 napoletano, con poche varianti, come
i corsi d’acqua reali.
Nella realizzazione è
stato usato legno, sughero, cera, corteccia di alberi, pietre, muschio
naturale, stoffa di iuta, polistirolo stuccato, argilla grezza,
das di creta e rami di alberi.
La Natività 2005
è stata realizzata dalla Scuola presepiale parrocchiale dei
pastori diretta da Pietro Molli e Teresa Arpaia.
Le statuine del presepe
sono in creta, in resina e plastica.
Nei locali sopra la cantina,
è stato allestito un piccolo laboratorio dove vengono effettuate
le lavorazioni in cera.
Il gruppo dell'attività
presepiale condivide con l'Associazione Culturale STELLA COMETA
il sito internet:
www.stellacometaboscoreale.it
al quale si può inviare tutto ciò che riguarda i presepi
collaborando così alla sua crescita.
Tutto ciò che
è stato realizzato in questi anni, è stato fatto grazie
all'impegno di tante persone, e all'aiuto economico di tutta la
comunità parrocchiale. Si ringrazia per tutte le offerte
fatte sia durante le varie edizioni della "Festa del vino",
che nella cassetta delle offerte al presepe.
Resoconto ricavato offerte
ultimi anni:
Anno 2004 - Durante la "Festa del vino"
con la vendita dolci € 250,00, offerte al presepe € 45,00.
A Natale offerte al presepe € 180,00.
Totale Entrate 2004 € 475,00. Totale Uscite anno 2004 €
500,00.
Anno 2005
- Durante la "Festa del vino" con la vendita dolci €
160,00. A Natale offerte al presepe € 350,00 - Altre offerte
€195,00 Totale Entrate anno 2005 € 705,00 -
Totale Uscite anno 2005 € 688,00.
Anno 2006
- Durante la "Festa del vino" con la vendita dolci €
221,00.
Assaggio del vino in
cantina € 30,00
Offerte libere €
35,00
Offerte varie Natale
2006 € 1790,50
Totale Entrate anno 2006
€ 2076,50 -
Totale Uscite anno 2005 € 1.671,50.
|
| PHOTOGALLERY
2000 |
PHOTOGALLERY
2001 |
PHOTOGALLERY
2002 |
| |
|
|
| |
PHOTOGALLERY
2004 |
|
 |
|
 |
| |
|
|
 |
Tratto
da "Il presepe della Napoli antica" di G. INFUSINO
Lo confesso,
a me il presepe(1) piace. Io appartengo più alla tradizione
dei Lucarielli di eduardiana memoria che a quella degli alberisti
di tradizione americana prima, giapponese poi, che con tecnologie
sempre più avanzate, effetti di luce stroboscopica e addobbi
da astronave, costruiscono piramidi scintillanti ricolme di ridondante
elettronica.
Senza esagerare potremmo dire che il presepe sta all'anima, come
l'albero natalizio sta a Taiwan. Oggi gli abeti moderni parlano,
cantano, suonano, lampeggiano, si muovono, brilluccicano di effetti
luminosi e sonori regolabili e cadenzabili.
Il presepe, invece, per lo più muto e immobile, animato,
al massimo, da un piccolo scroscio d'acqua e da qualche luce che
rievoca lo sfavillare di una fiamma, sfida i secoli con la sua
tradizione millenaria.
Certo, nelle nostre case moderne, rese sempre più piccole
e strette dai prezzi di acquisto e dalla mancanza di spazi di
edificazione, il presepe si condensa spesso in una piccola grotta,
nell'osteria, in una trentina di pastori e in qualche decina di
animali da cortile. Ma il fascino resta uguale.
In ridotti schemi prefabbricati o in pazienti lavori di artigianato
quel microcosmo fatto di piccole statuine, sughero e muschio essiccato,
rinnova l'anima spirituale della festa più che quella consumista.
L'albero è infatti il posto dove riporre i regali in vista
della grande abbuffata natalizia: rassicurante con il suo scintillio
e le sue forme vitree, sembra ricordare a gran voce che il Natale
è divertimento, allegria, scambio di doni e grandi tavolate.
Il presepe, invece, più silenzioso nella sua penombra e
nei suoi odori, sussurra altre cose: parla del Natale degli umili
e dei diseredati, ricorda la speranza di un mondo migliore, invita
alla riflessione. Non è una questione religiosa. Il presepe,
come sanno generazioni e generazioni di presepisti, ha poco a
che fare con la religione: è piuttosto un rito pagano,
dove la narrazione religiosa è, per lo più, in secondo
piano. Esso parla all'anima ed al cuore di ogni uomo; narra una
vicenda che è universale per la sua semplicità.
La storia delle nostre tradizioni, infatti, ci insegna come il
presepe cristiano sia in realtà la continuazione di usi
e costumi già presenti in epoca pagana. Esso sembra appartenere
più all'archetipo junghiano della rappresentazione figurativa
che al sentire religioso. E' più vicino alla pittura ed
alla scultura. E' un mezzo per esprimere la propria creatività,
il proprio modo di interpretare il mondo. Ecco perché nel
tempo si è arricchito di scenografie, simboli e personaggi
che nulla o quasi hanno a che fare con l'iniziale matrice religiosa.
Forse il miracolo che il presepe rinnova ogni anno è proprio
questo: il consentire a ciascuno di esprimere liberamente la propria
anima e la propria sensibilità.
Ciascun presepe, infatti, anche il più piccolo e semplice,
è unico e irripetibile. Nelle sue pieghe, oltre ai canoni
della tradizione, è possibile scorgere l'anima stessa del
suo ideatore.
E' un messaggio più o meno conscio che un uomo costruisce
per un altro uomo.
Quando sarete davanti a un presepe, dopo il primo sguardo di insieme,
provate a fermarvi per qualche attimo. Scorretelo lentamente con
gli occhi, isolatene i tanti dettagli, soffermatevi sui più
piccoli elementi e poi, lasciate che tutti questi scivolino dentro
di voi, fin dentro la vostra anima.
Quella che ascolterete sarà una storia unica che parla
al cuore, ricordandovi che questo è il Natale...
______
(1) Presepio o anche presepe. Il vocabolo deriva dal latino praesépium
o praesèpe, lett. mangiatoia, recinto chiuso. Il termine
trae origine quindi dalla mangiatoia in cui, secondo la tradizione,
fu riposto Gesù al momento della nascita.
|
|