"Il
tenimento di Boscoreale... in private mani venuto, si è andato
tratto tratto disboccando; per modo che si è tutto ormai ridotto
a cultura; e vi è concorsa gran quantità di abitanti; il cui
numero non pure trapassa presentremente i duemila; ma di giorno
in giorno tuttavia si accresce a dismisura. Le abitazioni
fabbricatevi non sono tutte in un sito: ma disposte in vari
comprensori, quale in questo, quale in quel luogo, formando
alquante contrade, ina da altra per alcun tratto lontana.
Non vi si edificarono da prima che pochissime casette di pescatori
sul confine del territorio, accanto alla Torre dell'Annunziata,
e discoste pochi passi dalla parrocchiale chiesa di quella
terra. Era perciò ben ragionevole e comodo che ad essa fossero
sottoposte, quanto alla spiritual cura, mercè il picciolissimo
numero degli abitatori, e la poca ognuna distanza dalle abitazioni.
Ma dopoichè moltissimi casamenti si sono fatti per quel vasto
paese, tutti molte miglie dalla parrocchiale chiesa distanti;
sconcia cosa siè che, nuova parrocchia non curandosi di formare,
rimanga a quella della Torre dell'Annunciata tutto quel numeroso
popolo sottoposto. Egli è ben vero, che la Congregazione de'
Padri Celestini, a cui quella parrocchia appartiene tenga
in mezzo a Boscoreale una picciola chiesetta, la quale ha
tolto in prestito dai Minori Conventuali, ed in essa opera
un di quei frati per cappelleno, il quale, senza alcun altro
ministro deputato, in suo aiuto, amministra soltanto i sacramenti
della Penintenza, dell'Eucarestia, e dell'ultima unzione.
Ma ciò non basta al gravissimo e urgentissimo uopo di quelle
anime, intantochè per mancanza di separata Parrocchia, e di
sufficiente numero di ministri grandi incovenienti ed incomodi
si veggono tutto di nascere e germogliare. Tralasciando che
di molto scandalo riesce vedere una picciola chiesetta, sfornita
di ogni agio e di ogni ornamento, umida, muffita e mal tenuta;
è da riflettere che al copioso numero di quei paesani, in
diverse parti abitanti, mal può assistere un ministro solo,
un paùstore non proprio, per esperto e diligente che sia;
mal può ammaestrargli nella cristiana dottrina e pietà; mal
può invigilare a torne gli scandali, e a tenere a freno gente
(tranne pochi) zotica e perversa , intrisa di laidezza, perduta
in crapula, rotta a scellerataggine, cui non punge coscienza
di frode, di calunnia, e di qualunque commessa malvagità;
avvezza a vivere per lungo uso, e per varie circostanze e
vicende, senza ritegno di onestà, e senza timore di potestà
ecclesistica e secolare. Le debite parti di vigilante pastore
non ben le adempie chie proprio pastore non è. Al pastor proprio
coc divino comandamento è stato ingiunto conoscere le sue
pecorelle; offerir per essi sacrifizi; pascerle con la predicazione
della divina parola, con l'amministrazione de' sacramenti,
e con l'esecuzione delle opere virtuose, aver paterna cura
de' poveri, e degl'infelici; e tutte adempiere quelle parti,
che alla sua cura e vigilanza sono affidate: le quali cose
fornir non si possono da chi con sollecito continuo pensiero
sopra la sua greggia non viggili ed intenda, ma a guisa di
mercenajo l'abbandoni...; ed allo 'ncontro, conoscendo il
pastore le anime a lui soggette, e i vizi, che vi regnano,
e le virtù men coltivate; prendendone opportuno argomento,
sà quali ammaestramenti possano essere propri al costume,
e quali affetti con la predicazione sua gli convenga in essi
destare. Oltre a ciò, essendo la Parrocchia molte miglia lontana
da varie abitazioni, anzi dalla più gran parte di case; i
bambini, che, ravvolti in piccoli cenci, perchè figliuoli
per lo più di gente misera, si portano in essa a ricevere
il battesimo, corrono rischio di morire tra via, massimamente
in tempi rigidi e piovosi. Quello, che è poi ordinario si
è il morir la povera gente senza la dovuta assistenza; e spesso
sacramenti: poichè, chiamato il Cappellano, o non vi può correre
a tempo, ovvero, assistendo ad altro moribondo, non può partirsi
in due. Che dirò io delle pubbliche denunzie precedenti la
celebrazione delle nozze? Le quali denunzie, facendosi nella
Torre d'Annunziata, vale a dire in un altro paese, dove rado
o niuno di Bosco regale andar suole ad ascoltar messa, rimangono
perciò inutili e vane: sicche interviene che talvolta si contraggono
matrimoni incestuosi e vietati per ignoranza di qualche impedimento;
il quale poi, scoperto, o vi si rimanga con peccato, o con
iscandalosi disciolga. Tanti disordini (...) edltri simiglianti
(...) sono certamente potentissima cagione di doversi formare
una novella Parrocchia con ministri in numero opportuno, acciò
proveggano alle spirituali nacessità di quel paese, e nol
lascino sterile e inculto, sicchè con orrore e rincrescimento
di tutt'i buoni, presentemente si trova. Che certo, senza
contare riflessioni, un territorio di tredici miglia, comprato
ultimamente, nulla meno che dugentomila e più ducati, abitato
quà e la da più di duemila omini, i quali van sempre avanzando
in numero; che fa corpo da sè governato con proprie leggi
e con propria giurisdizione secolare distinta da tutt'altri
luoghi convicini; un territorio, dico, sì ragguardevole non
avere una Parrocchia, e ben formata parrocchia con chiesa,
se non magnifica, almeno comoda e decente, è cosa assai sconvenevole
a udirsi; e troppo contraria a tutti i principj della ecclesiastica
disciplina..."
Napoli il dì 13 giugno 1750