Il vescovo diede l'approvazione, ma su di questa occorenza anche il regio exequatur, cioè l'assenso definito del sovrano, mancando il quale, tutti gli atti e le intese sino ad allora conclusi sarebbero stati privi di efficacia. Il Sovrano domandò il parere alla Real Camera di S.Chiara e l'ebbe nei seguenti termini: si conceda l'exequatur sulla bolla e sulla Concordia, con la condizione che il Principe ottenga lo speciale assenso regale alla domanda rivolta al Sovrano per la costruzione della chiesa (24.9.1758).Mancava soltanto che il Principe avesse rivolto apposita istanza al Sovrano per la costruzione della chiesa e la pratica sarebbe stata perfezionata con buona pace di tutti; ma il Principe non previde la mossa della popolazione, a lui sempre ostile, e lasciò correre due anni ancora, durante i quali i cittadini di Bosco misero su una serie di atti e fatti, che indussero il Signore a rinunciare al proposito di edificare la chiesa, ma non pure al disegno di conservare su di essa il jus patronato, implicante il diritto di proporre il nominativo del parroco, tutte le volte che la parrocchia ne fosse rimasta priva per rinuncia, morte od allontanamento del parroco precedente. Quanto ai fatti compiuti dalla cittadinanza di Bosco, nella seconda metà del 1760 i Cittadini chiesero al re l'autorizzazione a poter costruire essi la chiesa parrocchiale e andar questuando per la raccolta delle somme occorrenti. A tal effetto umiliarono al real trono una supplica. Il 20 novembre dello stesso anno i Consultori della Camera reale furono del parere che la sovrana Maestà si fosse potuta "degnare di concedere il suo assenso sopra la costruzione della nuova chiesa ed erezione in Parrocchia a tenore del Permesso della Sacra Congregazione corroborato del regio assenso... con accordarli parimenti la questua per un anno per il suddetto fine".

L'anno 1761 più novità si fecero dalla popolazione per fronteggiare il compito assuntosi. Occorreve poter disporre anzitutto del suolo edificatorio che non si possedeva, e a tal effetto si acquistarono più lotti di terreno.

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