A
sei anni dalla denuncia delle condizioni materiali e morali
della popolazione boschese fatta dal Carulli, il Principe di
Striano don Stefano de Marino prese l'iniziativa. Rivoltosi
alla sede apostolica, espose la situazione abitativa del tenimento,
il numero delle anime ivi residenti e la distanza degli sparsi
abituri alla sede parrocchiale di Torre annunziata; palesò il
proposito di voler costruire la chiesa con l'annessa casa del
parroco e assegnare a costui una annua congrua ponendola a carico
dei suoi beni laicali e patrimoniali. Inviò l'stanza pre il
tramite della Curia nolana e l'Ordinario pro-tempore si rimise
alla S.Congragazione del Concilio; ma l'abate e i monaci Celestini
del Monastero di San pietro a Maiella, dal quale la chiesa parrocchiale
di Torre Annunziata dipendeva, si opposero al divisato proposito
e dopo varie controversie vennero a convenzione col principe.